RESTAURO DEL BUSTO IN ARGENTO DEDICATO A S.ANDREA
CONSERVATO NEL DUOMO DI AMALFI.
Relazione tecnica di restauro a cura di Alessandra Morelli.



Stato di conservazione e progetto di intervento prima del restauro
Il busto settecentesco in Argento raffigurante S.Andrea; è ancora oggi nelle condizioni conservative da poter affrontare la tradizionale processione?
Il Busto d'argento, la Processione per devozione del Santo; due beni culturali da salvaguardare.

La scultura d'argento fu eseguita a Napoli nel 1717 ad opera degli artisti argentieri G. Confuorto e M. Bottiglieri.
Nel 1988 viene sottoposto ad un significativo intervento di restauro eseguito dal Consorzio RE.CO. di roma. Prima di allora, la scultura presentava chiaramente i segni di un lungo e tormentato periodo di usura, la stessa che determinò le numerose fessurazioni, lacerazioni e frammentazioni delle delicate lamine che la compongono.
In quella occasione fu eseguito un parziale risanamennto dal punto di vista statico strutturale ed un approfondito intervento di pulitura superficiale.
Nel 1989 fu pubblicato un testo in cui l'allora Soprintendente Mario De Cunzo denunciava l'inadeguato uso che si faceva della scultura continuando a trasportarla in processione, ma soprattutto continuando a sottoporla allo stress della corsa in salita sulle scale del Duomo.

Dal 1988 ad oggi, il busto di S. Andrea ha subito, 30 spostamenti all'interno della Cattedrale in occasioni di funzioni religiose ed altre 30 processioni della durata di circa due ore e mezza ciascuna in cui in ogniuna di esse è stata praticata la corsa.
L'intervento di restauo del 1988 fu progettato con un criterio sicuramente mirato a proteggere l'opera, nei limiti del possibile, da eventuali danneggiamenti provocati dai movimenti bruschi subiti durante le processioni.
Nel corso dei quindici anni trascorsi, non sono mai stati eseguiti sul busto dei veri e propri interventi di manutenzione.

Durante una delle processioni la scultura subì un grave danneggiamento al mazzo di fiori in argento che il santo sostiene nella mano sinistra; la metà superiore del mazzo in conseguenza alle sollecitazioni meccaniche subite durante il trasporto, si spezzò di netto e venne tempestivamente ma grossolanamente risaldata.
E' importante precisare che le saldature su lamina d'argento sono operazioni molto delicate di solito molto dannose e deturpanti, possibilmente andrebbero evitate, in casi estremi sicuramente dovrebbe essere praticata da un artigiano argentiere altamente specializzato.

Un intervento più mirato è stato invece eseguito recentemente.
Poiché si era notato il dissesto e il disancoraggio dei quattro piedini in argento posti sotto la base originale del busto, si è provveduto alla realizzazione di una base sottile in legno, rivestita superficialmente in vetro, sulla quale collocare ed ancorare il busto non appena fuoriuscito dal ripostiglio. In questo modo nel trasportare il santo a spalla, con la nuova base in legno e vetro, si evitava di interferire direttamente con i piedini di appoggio originali.

Per poter meglio valutare i rischi che il manufatto tuttora continua a correre durante le funzioni religiose del 30 novembre e del 27 giugno, è stato eseguito un sopralluogo in occasione della ricorrenza del 27 giugno scorso. In quella circostanza ho avuto l'occasione nonché il piacere, di poter assistere allo svolgimento dell'intera processione, dal momento in cui il santo viene prelevato dal suo ripostiglio collocato nella sacrestia del duomo, fino al suo ritorno in chiesa.

La processione
Elencherò sinteticamente qui di seguito le diverse fasi di svolgimento della processione:
  1. Rimozione del busto dal ripostiglio, collocazione ed ancoraggio provvisorio dello stesso su una base in legno e vetro.
  2. Trasporto a spalla del busto, completo di base di legno e vetro, lungo la navata laterale della chiesa fino al porticato antistante gli ingressi al duomo.
  3. Ritorno del busto, trasportato a spalla lungo lo stesso percorso di andata
  4. Collocazione del busto, liberato della base di legno e vetro, su una grande base scolpita in legno dorato il cui peso varia intorno ai 250 Kg, sollevata da terra per circa un metro e posta dietro l'altare.
  5. A questo punto il busto che è sollevato da terra per circa 2 mt, rimane esposto alle manifestazioni di entusiasmo da parte della popolazione che tende a venerarlo cercando un contatto fisico in tutti i modi, toccandolo o in addirittura abbracciandolo.
  6. Ancoraggio del busto alla base dorata ed inizio della processione con trasporto a spalla del santo comprensivo della grande base.Tutto l'apparato, nel complesso avrà un peso di circa 350 Kg.
  7. la processione parte dal duomo, percorre tutto il corso della città fino alla valle dei mulini.
  8. Durante il percorso, la statua, che ormai unita alla base dorata ha raggiunto una altezza di circa 3,5 - 4 metri da terra, passa sotto due sottoportici la cui altezza supera l'altezza dell'intera "Macchina" trasportata. In questo punto, i portatori sono costretti ad abbassarsi per evitare di far urtare l'aureola del santo contro la volta del sottoportico.
  9. Dalla valle dei mulini la processione fa ritorno lungo il medesimo percorso fino alla piazza del duomo.
  10. A questo punto si procede al cambio dei portatori che vengono sostituiti da una delegazione di altri volontari originari della città di Quindici.
  11. Si riparte dalla piazza del Duomo e si va diretti sulla statale verso Atrani.
  12. Arrivati all'altezza dell'Hotel Luna si torna indietro.
  13. Arrivati all'altezza dello stabilimento balneare Stella Maris c'è di nuovo il cambio con i portatori amalfitani, poi si scende lungo la scala che porta alla spiaggia. Questa scala è ripida e stretta, qui lo sforzo dei portatori è notevole in quanto tutti loro si impegnano a non far inclinare, per quanto possibile il busto in avanti durante la discesa, a mantenerlo il più possibile in posizione orizzontale. Qui la folla dei fedeli, posizionata ai lati della scala si avvicinava al busto di nuovo per toccarlo, baciarlo.
  14. Una volta sulla spiaggia la processione prosegue con delle soste lungo la battigia; qui il santo viene esposto frontalmente verso il mare e il vescovo procede alle benedizioni dei pescatori che con le loro imbarcazioni, sono in attesa in mare di fronte alla spiaggia.
  15. Ritorno dalla spiaggia salendo dalla stessa scala e proseguimento in direzione del duomo. Salendo su questa scala di solito si pratica una piccola corsa; in questa occasione la salita è avvenuta lentamente.
  16. Arrivo sotto la scalinata del duomo. Normalmente a questo punto, dietro inneggiamento della folla che qui si raduna in gran quantità, la statua viene rivolta con il volto verso il duomo e viene trasportata di corsa sulla cima della gradinata.
  17. Il 27 giugno del 2003, per volontà e presa di coscienza dei portatori, il busto è stato trasportato fino all'ingresso della chiesa, lentamente, rivolto con il volto verso il pubblico; qualche breve sosta lungo la salita è stata occasione di raccoglimento per la recitazione di orazioni e preghiere.
  18. La processione si è quindi conclusa sotto gli applausi dei fedeli che con grande devozione e commozione hanno accompagnato il rientro del busto in chiesa ed hanno assistito e la sua ricollocazione sul podio rialzato in prossimità dell'altare maggiore.
Dal punto di vista strettamente conservativo, considerando che l'opera in argento è di grande pregio ed è prossima al compimento dei suoi 300 anni, non si dovrebbero aver dubbi nel giudicarla matura per metterla a riposo, ben restaurata, esposta in una teca dietro una vetrata, come è stato per altre opere di pregio conservate all'interno del Duomo.
Il volto e l'immagine di S. Andrea, nella città di Amalfi è rappresentato un po' ovunque; sulla fontana che arreda la piazza principale, sul mosaico che decora il timpano esterno duomo, nella cripta con grande statua in bronzo ecc..ecc..
Ma per gli amalfitani S. Andrea in realtà ha il volto di questo busto d'argento, lo stesso che da trecento anni per due volte l'anno fa il giro delle strade e delle piazze, che si ferma di fronte al mare e guarda e da speranza per la vita e per il lavoro.
Questa immagine continua, in un modo o nell'altro, nel bene e nel male, lentamente o di corsa, a generare energia, entusiasmo, passione e speranza; gli stessi sentimenti, se vogliamo, che sono stati necessari per creare fisicamente l'opera d'arte in argento.
In conclusione reputo che il valore religioso, culturale, umano e antropologico che da oltre 1000 anni si genera ad Amalfi attraverso la tradizione di questa processione debba essere coscentemente salvaguardato e considerato alla pari con il valore artistico e culturale rappresentato dal busto settecentesco di S. Andrea.
La soluzione va quindi trovata ancora una volta nel mezzo.
E' nostro dovere fare tutto il possibile per salvaguardare la buona conservazione del prezioso manufatto in argento, ma è altrettanto doveroso da parte nostra trovare una soluzione che non vada a modificare in nessun modo l'entusiasmo di questa tradizione.

Per continuare a portare in processione il busto è necessario prendere i seguenti provvedimenti:
  • Evitare la corsa sulle scale del Duomo e sulla scala della spiaggia.
  • Diminuire la percentuale di rischio durante alcune fasi della processione prendendo degli accorgimenti.
  • Monitorare lo stato di conservazione del busto, all'inizio e al termine di ogni processione. Per monitoraggio si intende mantenere una evidenza scritta di questi controlli mediante la compilazione di una scheda tecnica, appositamente formulata, dove all'inizio e alla fine delle processsioni si annota sinteticamente lo stato di conservazione ed i problemi che emergono dall'analisi visiva dell'oggetto.
  • Eseguire annualmente un programma di manutenzione, dove si prenderanno in esame i dati delle schede compilate e si eseguiranno, ove e se necessario interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione.
Accorgimenti necessari per continuare a portare il santo in processione
  • Analizzando i 18 passaggi sopraelencati, relativi alle fasi della processione, si è potuto constatare che nelle fasi 4 e 18, nel momento in cui si vuole collocare il busto sulla grande base in legno dorato posta dietro l'altare maggiore, si eseguono dei movimenti sufficientemente bruschi da compromettere la stabilità strutturale della statua.
    In quel momento infatti una o due persone attendono sul podio rialzato il busto d'argento che viene consegnato dal basso da altri due portatori. Si prende il busto come si può, inclinandolo e lo si appoggia energicamente sulla base dorata.
    L'inclinazione del busto porta in disequilibrio i pesi dei diversi elementi assemblati che compongono la scultura; le parti fuse gravano sulle parti in lamina sbalzata, i perni di ancoraggio delle lamine d'argento fissati al supporto ligneo di base rischiano, a causa delle trazioni meccaniche, di provocare lesioni e lacerazioni gravi al materiale originale.
    Per diminuire sensibilmente i rischi di questo passaggio, sarebbe possibile progettare una semplice struttura, composta da un carrello elevatore azionato a pompa idraulica, sul quale collocare la grande base dorata; questa, una volta posizionata all'altezza giusta per accogliere il busto, si potrebbe sollevare fino all'altezza desiderata.

  • La piccola base in legno e vetro, recentemente realizzata per salvaguardare i quattro piedini originali, andrebbe modificata:
    il vetro che riveste la parte superiore della base andrebbe eliminato.
    Sulla parte lignea andrebbe praticata, una sede ad incasso sagomata, dove collocare i quattro piedini originali. Questa contro base, una volta trattata o rivestita superficialmente andrebbe mantenuta ancorata sempre al busto, sia nel caso in cui questo venga movimentato, sia nel caso in cui rimanga a riposo nel suo ripostiglio.

  • La grande base in legno dorato ha un peso pari a due volte e mezzo il peso del busto in argento.
    Sotto il peso di questa base di solito ci sono 14 o 15 portatori che per non compiere movimenti bruschi, specie in alcune fasi della processione compiono sforzi eccessivi che potrebbero seriamente compromettere la loro salute fisica. Questa base potrebbe essere sostituita con una copia identica all'originale, realizzata in resina, del peso massimo di 50 Kg, nel suo interno potrebbero essere ugualmente collocate le due batterie utili all'illuminazione del santo durante la processione.

  • Il fiore che il santo sorregge nella mano destra è estremamente fragile e compromesso e nessun trattamento di restauro potrebbe garantirne la buona conservazione durante la processione.
    Sarebbe possibile risolvere questo problema realizzando una copia del mazzo di fiori e sostituendolo all'originale

Cronologia dell' intervento
L'intervento comprenderà le seguenti operazioni,
    Intervento strutturale
  • Smontaggio della testa per eseguire il controllo della struttura di sostegno montata all'interno durante il restauro del 1988
  • Modifica ed eventuale ripristino delle parti danneggiate che compongono il supporto interno.
  • Smontaggio di tutte le lamine metalliche non solidali ai perni di ancoraggio e alle strutture di sostegno interne ed esterne.
  • Sostituzione di tutte le viti e i perni di ancoraggio deformati e non più idonei a garantire solidità e compattezza alle lamine in argento.
  • Consolidamento e fissaggio dei quattro piedini originali posti sotto la base del busto con sistemi, progettati e realizzati nel pieno rispetto delle superfici originali.
  • Controllo dello stato di adesione delle lamine d'argento alla base lignea del busto
    Intervento sulle superfici
  • Pulitura delle superfici interne ed esterne delle lamine d'argento mediante uso di tampone di cotone imbevuto in soluzione di acqua, alcool e bicarbonato di sodio in polvere.
  • Lavaggi desalinizzanti delle superfici metalliche con acqua deionizzata per l'eliminazione dei residui dei sali solubili provenienti dai processi di corrosione e dai trattamenti di pulitura.
  • Disidratazione delle superfici metalliche mediante applicazione di solventi a coefficiente di volatilità progressiva ed esposizione delle superfici a getti di aria calda.
  • Applicazione di un doppio strato di protettivo superficiale a base di cera microcristallina.
    Parti lignee
    Controllo dello stato di conservazione delle parti lignee ed eventuale esecuzione di risanamenti, disinfestazione da insetti xilofagi, stuccature e consolidamento, patinatura e protezione del materiale.


Relazione tecnica e osservazioni dopo il restauro
    L'intervento di restauro ha avuto inizio a Febbraio 2004 e si è concluso a giugno dello stesso anno.   Il laboratorio di restauro è stato allestito nella Cappella delle Reliquie situata alla destra dell'abside.(foto 1,2,3)

Tutte le operazioni si sono svolte a "cantiere aperto", ossia è stata data ampia possibilità al pubblico di assistere alle più importanti operazioni di manutenzione e restauro della scultura.
Durante i lavori sono stati organizzati due incontri all'interno della cattedrale, dove si sono illustrati tutti i problemi di conservazione riscontrati durante le fasi di intervento. Il pubblico ha potuto assistere in diretta allo smontaggio della scultura ed ha potuto osservare a distanza ravvicinata i danni causati dal tempo e dall'uso dell'opera. Queste dimostrazioni, che già dall'inizio erano state considerate parte integrante del progetto di conservazione, sono state organizzate dall'Arcidiocesi di Amalfi e Cava De'Tirreni con l'intento di stimolare maggiore sensibilità in merito all'uso improprio che ancora oggi si fa del busto durante alcune fasi della processione (corsa sulle scale del Duomo).

    Tecniche di esecuzione e Smontaggio del Busto
    Il busto è stato realizzato in argento, argento dorato e rame dorato. Le parti in argento dorato sono la croce di S.Andrea ed alcune decorazioni dell'aureola.(foto 32) Il libro è in rame dorato.
    La lega d'argento che costituisce l'opera, è composta da una'alta percentuale di rame e metalli secondari quali stagno e piombo.
Sulle superfici non sono presenti bolli nè altri marchi di fabbrica.
Dopo la rimozione dell'aureola dalla testa del Santo, delle reliquie, della barca in argento, dopo il disancoraggio di tutti gli attributi si è passato allo smontaggio del busto dalla base lignea. (foto 4,14,15,19,29,30,31)
  
   
    Il busto si ancora alla base attraverso 4 grandi perni filettati originali. Successivamente allo smontaggio del busto è stato possibile rimuovere la testa dall'interno agendo sulle boccole a farfalla filettate. (foto 18)

    Il braccio destro veniva smontato anch'esso dall'interno; (foto 21,15,16) il sinistro, come già avevamo constatato durante il precedente restauro, risultava saldato al busto, quindi non rimovibile.
Dalla base sono stati smontati i quattro piedini posizionati sugli spigoli e sono stati rimossi tutti i chiodini in ferro, ormai obsoleti e corrosi, utili all'ancoraggio delle lamine sbalzate che rivestono la base. (foto 20,25,27)
    Dagli spigoli della base ottagona sono stati smontati degli elementi decorativi che fungevano da coprispigoli.

A questo punto si poteva avere una visione generale di tutti gli elementi che componevano l'immagine del S.Andrea. Si sono potuti osservare meglio quali di questi elementi sono stati realizzati con tecnica di fusione e quali con lavorazione su lamina sbalzata.
    Parti fuse: testa, avambracci e mani, piedini della base, coprispigoli della base, barca con pescatori, uno dei pesci pendenti.
    Lamine a sbalzo: aureola, busto, braccia. Lamine di rivestimento della base.
   
 
Una volta smontati i pezzi e collocato in posizione orizzontale il busto, si è potuto osservare tutto il retro delle lamine sbalzate e l'interno delle parti fuse; si sono evidenziate quindi le tecniche di esecuzione dell'opera ed il sistema di assemblaggio dei singoli elementi che la compongono. (foto 11,17,22)
    L'opera è stata interamente realizzata con un sistema ad elementi compositi e perfettamente smontabili tra loro. Lo spessore della lamina sbalzata di circa 2mm unita alla sagomatura data della lavorazione, creavano la solidità strutturale adatta a sostenere i pesanti elementi fusi che le si ancoravano mediante perni filettati fissati con viti a farfalla. (foto 28,28-bis)
   
 
La lavorazione a sbalzo, che normalmente su questo manufatto risulta molto equilibrata, in alcune zone, al momento dell'esecuzione, specie durante la sagomatura dei panneggi, deve aver provocato qualche lesione. In prossimità di queste lesioni originali, dal retro oggi sono ben visibili, tracce di riparazioni eseguite mediante tamponatura con altra lamina saldata in argento. (foto 10,11,26)
    Altre riparazioni sono state eseguite successivamente seguendo tecniche che vanno dall'ancoraggio sul retro di altre lamine in argento mediante fili di ferro, alle saldature a stagno praticate in epoca più recente. (foto 7)
Con l'andare del tempo inoltre, la movimentazione durante le processioni, le lamine e le giunture di ancoraggio hanno subito violente sollecitazioni meccaniche; hanno iniziato a piegarsi, a fessurarsi ed in alcuni punti a lacerarsi gravemente.
(foto 8-bis, 9-bis)

Per evidenziare maggiormente questo deterioramento, durante una delle dimostrazioni al pubblico eseguite in corso d'opera lavori, si è inserita una lampada all'interno del busto ed una grande quantità di fessurazioni e fori della lamina sono apparsi illuminati. (foto 7-bis)

La reliquia situata all'interno del fiore in argento che il S.Andrea sostiene con la mano destra, si ancora alla mano attraverso un perno, che dalla mano passa al libro in rame dorato sottostante. Le diramazioni in argento che sostengono le decorazioni floreali risultano spezzate e risaldate a stagno in più parti. (foto 6)

    Interventi
    Gli interventi eseguiti corrispondono in linea di massima alle previsioni elencate nella relazione preliminare al restauro. Durante le operazioni di pulitura delle superfici esterne ed interne delle lamine metalliche, oltre al bicarbonato di sodio si è usato ACETONE (per la rimuovere il Paraloid utilizzato come protettivo nel precedente restauro), e l' EDTA TETRASODICO per la rimozione di alcune macchie tenaci di ossidazione superficiale. (foto 8,9,30-bis)
Dopo la pulitura si sono evidenziate tutte le stuccature delle lacerazioni e delle lacune presenti sulla lamina metallica.
Nel precedente intervento le integrazioni delle lacune furono eseguite con resina epossidica pigmentata che oggi, a distanza di 16 anni risultava leggermente ingiallita.
Tutte le stuccature sono state rimosse, non perché fossero del tutto obsolete ma per poter meglio analizzare lo stato effettivo del degrado delle lamine e poterlo documentare più dettagliatamente.
Per le nuove stuccature si è riproposta la metodologia adottata nel 1988 ossia si è utilizzata resina epossidica UHU PLUS caricataa con SILICE MICRONIZZATA e addizzionata con pigmenti in polvere.

    Intervento strutturale
    Ciò che ha caratterizzato questo intervento di restauro, in realtà è il consolidamento e la messa in sicurezza dell'intera struttura dell'opera.
L' obbiettivo iniziale, come già detto, era creare le condizioni più adatte per far si che la scultura potesse superare le sollecitazioni meccaniche durante le processioni.

Nel 1988 si effettuarono, per lo stesso motivo, delle operazioni di carattere strutturale di tipo provvisorio. Il budget di spesa a disposizione all'epoca era minimo quindi si dovettero tamponare le situazioni più critiche con sistemi efficaci, corretti (quindi non invasivi) e non per ultimo economici.
A circa 16 anni dall'intervento, dopo 32 processioni, si può affermare che allora si intervenne sui i punti più deboli della struttura.
Il braccio destro, che prima dell'88 risultava lacerato nella parte interna del gomito, all'epoca fu restaurato e rinforzato con un perno esterno in Perspex ed oggi risultava ancora integro.
La struttura metallica inserita all'interno, pur essendo di forma sottile ed essenziale, donava un dignitoso sostegno alla testa che in questo modo non gravava più completamente sulle lamine del busto.
   
L'aureola del Santo nel 1988 fu rinforzata con un disco di sostegno in pespex trasparente. (foto 23,24,31)
Il restauro ed il risanamento strutturale eseguito oggi ha ripercorso le stesse tracce di allora, con la differenza che oggi si è voluto e potuto approfondire e rendere più completo l'intervento.
    Attraverso l'analisi delle varie fasi di spostamento a cui la scultura è sottoposta durante le funzioni religiose, si sono potuti modificare alcuni dettagli legati alla movimentazione dell'opera.
All'inizio della funzione religiosa, da sempre, la scultura è stata sollevata facendo presa sui quattro piedini in argento posti sotto la base originale. Con l'andare del tempo questa manipolazione ha determinato sconnessione, disancoraggio ed in alcuni casi distacco di questi elementi dalla base sottostante. Durante i lavori di risanamento strutturale, per rendere solidali i piedini alla base originale, si è esclusa la possibilità di adottare sistemi di impernaggio o ingrappaggio, poiché l'intervento sarebbe sicuramente risultato invasivo sia dal punto di vista estetico che conservativo.
E' per questo motivo che si è concretizzata l'idea di realizzare una base esterna all'opera a cui fossero fissati i quattro piedini.
    Si è pensato al Pespex e non al legno (come già proposto nel preventivo) come materiale costitutivo poiché l'impatto estetico è risultato migliore. Il sistema di ancoraggio adottato è perfettamente reversibile e consiste nel fissaggio della nuova base in pespex alla struttura metallica della base originale mediante viti e bulloni in acciaio passanti per fori preesistenti. I piedini non sono incassati come era stato previsto nel progetto iniziale, bensì fissati dall'esterno mediante spessori in pespex sagomato.
E' previsto che la nuova base rimanga sempre fissa alla scultura e funga da supporto durante ogni spostamento. (foto A,B,C,D,E,F)
    La croce di S.Andrea, posta sotto il braccio destro del busto e stata realizzata in argento dorato lavorata a sbalzo. Un perno in bronzo passante per il centro della croce unisce i due elementi. Sostanzialmente prima di quest'ultimo intervento il braccio destro del Santo aveva questo unico elemento come punto di appoggio.

All'interno di uno dei due bracci della croce abbiamo inserito un grosso perno cilindrico in pespex, un sostegno che durante le movimentazioni della statua può evitare deformazioni gravi alla lamina metallica.

Piccoli interventi di tipo strutturale sono stati eseguiti anche sul gruppo di pesci in argento. Sono stati bilanciati i pesi del pendente, ossia sono stati meglio distribuiti i pesci sulla barra di sostegno.

Il gruppo dei pesci pendenti, prima dell'intervento si ancorava ad una catena avvolta al polso che ad ogni minimo spostamento della scultura esercitava una azione meccanica abrasiva sulla superficie metallica. Oggi il gruppo di pendenti non è più appeso al polso destro poichè è stato ancorato ad un anello in argento inserito nel dito medio della mano destra.
Sul gruppo in argento raffigurante la barca con gli apostoli, posto sulla base in legno del santo, dopo la pulitura superficiale è stato ripristinato, con una piccola saldatura in argento, un perno corrispondente all'agugliotto del timone che da tempo risultava mancante.
Un problema mai risolto purtroppo riguarda il mazzetto di fiori che il Santo mantiene nella mano sinistra. Questo manufatto, per come è stato progettato e realizzato, da subito si è dimostrato uno dei punti più critici e delicati della scultura. La tecnica di esecuzione originaria di questo manufatto consiste nella modellazione con tecnica a sbalzo e nel taglio minuzioso di sottili lamine argentee successivamnte sovrapposte e cucite tra loro fino ad ottenere l'effetto di fiori ricchi di petali. Inoltre i fiori d'argento sono sostenuti esclusivamente da spessi fili d'argento che simulano gambi intrecciati.
E' inutile sottolineare che la causa fondamentale dell'inesorabile degrado del mazzetto sono le sollecitazioni determinate dagli spostamenti della scultura.
Un minimo movimento determinato solo toccando il busto è causa di oscillazione del mazzetto, si può facilmente immaginare durante il percorso della processione quale possa essere il grado di stress meccanico subito da queste lamine. (foto13)
Su questo piccolo mazzo di fiori già si notano numerosi tentativi di riparazione e di risarcimento delle cuciture dei petali, i quali ancora oggi tendono a spezzarsi e a staccarsi dal nucleo centrale.
In sostanza abbiamo constatato che non c'è rimedio proponibile per la salvaguardia di questo oggetto. Costruire un intelaiatura in altro metallo che contenga le oscillazioni sarebbe comlpicato; si dovrebbe progettare una supporto complesso, difficile da ancorare alla scultura e troppo invasivo esteticamente.
Una buona soluzione potrebbe essere quella di sostituire il mazzo di fiori con una copia realizzata in modo similare all'originale, magari utilizzando materiali e spessori che diano maggiore garanzia di resistenza.

    Il Supporto interno
    La decisione di realizzare una struttura interna, che potesse fornire migliori garanzie di solidità durante lo svolgimento delle funzioni religiose, è stata presa nel corso dei lavori dei restauro.
Nonostante si fosse constatato che il supporto metallico inseritro nel precedente intervento avesse comunque svolto dignitosamente la sua funzione, si è deciso in accordo con la committenza, di procedere alla realizzazione di una più complessa e solida struttura interna che potesse, mediante la progettazione di un supporto unico, mettere in sicurezza le parti fragili della scultura che durante il restauro precedente si erano supportate mediante interventi localizzati e provvisori.

I rischi che quest'opera corre durante le processioni, come si è già ampia mente dibattuto sono legati alla movimentazione brusca e veloce.
E' inutile ribadire che tra i movimenti bruschi, in questo caso sono al primo posto, le corse; le corse per le scale della spiaggia, le corse per la ripida scalinata del Duomo.
Vorrei premettere che l'intera operazione di recupero di cui l'Arcidiocesi con sacrificio si è fatto carico, era mirato, oltre che al restauro del Busto, anche e soprattutto ad un più complesso, progetto di sensibilizzazione e prevenzione.
La prevenzione in questo caso si è esercitata attraverso la promozione, attraverso la proposta di un programma di informazione alla cittadinanza sulle problematiche relative a questo prezioso manufatto.
Attraverso il restauro del Busto di S.Andrea i cittadini amalfitani hanno avuto una eccezionale occasione per conoscere i motivi di tanta preoccupazione da parte dell'Arcidiocesi. Hanno avuto il modo ed il tempo di osservare, ascoltare, dibattere e confrontarsi sul perché si restaura un'opera, sulla causa del suo deterioramento e su cosa è necessario evitare al fine di rallentare il processo di degrado.
E' stata una occasione unica per maturare nuove convinzioni, un tentativo di prevenire ulteriori danni all'opera d'arte e alla salute dei cittadini.
Da parte degli amalfitani la presa di coscienza degli obbiettivi di questo progetto, potrebbe non essere compresa in tempi brevi. E' probabile che la cittadinanza abbia bisogno di mesi o addirittura di anni per giungere a maturazione, per elaborare tutte le informazioni e dare il via a questa vera e propria evoluzione civica e culturale.

Il supporto interno realizzato interamente in acciaio inossidabile, è stato progettato con sistema regolabile ed interamente smontabile. (foto 33,34 - fig.G,H)
La struttura è stata ideata in primo luogo con l'intenzione di rendere meno articolate e rischiose le operazioni di smontaggio dei diversi elementi che compongono il busto, inoltre svolge una funzione di sostegno delle parti anatomiche fuse in lega (braccia e testa) le quali, durante la movimentazione in processione, tendevano a gravare ed a provocare sollecitazioni meccaniche nei confronti delle parti realizzate in lamina sbalzata.
La struttura è composta da un'asse verticale in acciaio nel quale è inserito un perno filettato in basso, ed ancorato mediante un bullone alla base lignea originale.(foto 35,35-bis)
L'estremità superiore dell'asse è stata incollata sulla superficie interna della testa del S.Andrea mediante uno strato di resina epossidica. (foto 39,39-bis). Questo incollaggio potrà essere rimosso in qualunque momento mediante riscaldamento, con pistola termica, del perno in acciaio.
      
  
  

A circa metà del sostegno verticale si inserisce un asse orizzontale al quale, attraverso un sistema di montaggio con viti a farfalla si ancorano due perni in acciaio che andranno a supportare le braccia del busto. (foto 36,37,40,41,41-bis,42,43,44,45,46)
Sostanzialmente se durante la processione qualcuno si appenderà alle braccia del Santo, la struttura interna impedirà che queste si pieghino e si deformino. Ugualmente se durante la processione il busto verrà posizionato anche momentaneamente fuori asse, il peso della testa non favorirà più la deformazione delle lamine del busto.
È chiaro e sott'inteso, in ogni caso, che la presenza della nuova struttura di sostegno, non giustificherà affatto l'esecuzione della corsa sulle scale del Duomo.
    Senza considerare i rischi di devastanti incidenti che potrebbero verificarsi durante le salita, le parti estremamente fragili e delicatissime come l'aureola (foto 32) o ancor di più la reliquia ed il fragilissimo mazzo di fiori, non potranno certamente resistere a lungo alla ingiustificata violenza delle sollecitazioni provocate.


Ringraziamenti
    Si ringrazia L'Arcidiocesi di Amalfi e Cava de'Tirreni nella persona di sua Eccellenza l'Arcivescovo Monsignor Orazio Sorricelli.
Si ringrazia Don Andrea Colavolpe, Don Luigi Colavolpe.
L'Amministrazione della Cattedrale nella persona del Dott. Alberto Alfieri.
Gli addetti alla sacrestia Michele Camera e Anastasio Corrado.
Il Direttore dei Lavori Dott.ssa Angelina Montefusco della Sporintendenza B.AAAS. di Salerno.
Si ringrazia inoltre per la preziosa collaborazione, nelle fasi dell'intervento di restauro, Luisa Borghesi e Andrea Laudano.
La progettazione esecutiva e la realizzazione del supporto in acciaio è stata curata dalla Fluimac Impianti di Roma sotto la direzione dell'Ing. Giovanni Santinelli.
Per l'organizzazione ed il supporto logistico un ringraziamento a Andrea Lucibello e Luigi Manzi.


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